Le resistenze siliconiche

  • Autore: EVA SHIOPPA
  • 21 giu, 2017
Materie plastiche stampate

Le resistenze siliconiche sono strumenti riscaldanti alimentati da un flusso di corrente elettrica, la quale scorre all’interno dei circuiti resistivi immersi all’interno di un silicone morbido e adattabile a qualunque superficie.

La grande duttilità di queste resistenze, unite al loro spessore sottile e alle loro dimensioni variabili  – da pochi centimetri fino a più di un metro di lunghezza – rendono tali dispositivi impiegabili in numerose applicazioni industriali, di cui discuteremo a breve.

Ma intanto cerchiamo di capire meglio il loro funzionamento e quali sono le loro specifiche tecniche.

Un processo particolare di incisione chimica

Le resistenze in materiale siliconico vengono realizzate mediante un processo di incisione chimica chiamato Etched Foil , il quale permette di creare un dispositivo sottile e flessibile, che si compone di strati di isolante dielettrico nei quali è inserito un circuito resistivo.

La caratteristica principale delle resistenze siliconiche è perciò la grande flessibilità, che le rende capaci di prendere le forme di qualunque contenitore o superficie che richieda un processo di riscaldamento elettrico.

Ottimo potere calorifico

Le resistenze siliconiche in genere assicurano un riscaldamento molto intenso, distribuito uniformemente e in modo radiale sulla superficie con cui vengono a contatto,  indipendentemente dal loro spessore. Inoltre tali dispositivi possono essere dotati di una striscia adesiva, oppure venire direttamente vulcanizzati sulle parti da riscaldare.

Alcune tipologie d'impiego

Le modalità di impiego di una resistenza siliconica vanno dalla strumentazione medicale alle telecomunicazioni, passando per il settore dell’ automotive all’agricoltura, così come per settori industriali che implichino il loro utilizzo per lo stampaggio di materie plastiche, come avviene per la sigillatura di prodotti per via termica.

Specifiche tecniche

Per quanto riguarda l’alimentazione di queste tipologie di resistenze, essa varia tra i 12 e i 24 volt di tensione, a seconda della tipologia d’impiego. Per quanto riguarda invece la temperatura massima di esercizio, essa raggiunge anche i 300 gradi centigradi, anche se in media non supera mai i 200.

Per quanto riguarda infine la potenza calorifica, essa dipende sia dalla capacità di assorbenza della superficie a cui la resistenza andrà applicata, così come dalle sue caratteristiche fisiche, oppure dal fatto che siano collegate più resistenze in serie tra loro, andando quindi ad implementare il calore irradiato.

Il materiale in cui è immerso il circuito resistore infine, oltre al classico silicone, può esser anche costituito da neoprene, kapton e mylar, ossia polimeri termoplastici capaci di adattarsi a vari range di temperature di esercizio.
Autore: EVA SHIOPPA 21 giu, 2017

Le resistenze siliconiche sono strumenti riscaldanti alimentati da un flusso di corrente elettrica, la quale scorre all’interno dei circuiti resistivi immersi all’interno di un silicone morbido e adattabile a qualunque superficie.

La grande duttilità di queste resistenze, unite al loro spessore sottile e alle loro dimensioni variabili  – da pochi centimetri fino a più di un metro di lunghezza – rendono tali dispositivi impiegabili in numerose applicazioni industriali, di cui discuteremo a breve.

Ma intanto cerchiamo di capire meglio il loro funzionamento e quali sono le loro specifiche tecniche.
Autore: EVA SHIOPPA 09 mag, 2017

L’utilizzo pratico di cavi scaldanti e cavi compensati per termocoppie ricopre un vasto ambito all’interno del settore dell’oleodinamica, dell’idraulica in generale, nonché in applicazioni pratiche che consentano una perfetta coibentazione e un isolamento termico perfetto.

Vediamo nel concreto le caratteristiche principali di questi due dispositivi.
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